In breve
La riforma UE del Regolamento 261 vuole alzare la soglia da 3 a 4-6 ore. Cosa resta in vigore oggi, cosa cambierebbe e perché conviene agire ora.
- • 250€ per tratte fino a 1.500 km
- • 400€ per tratte tra 1.500 e 3.500 km
- • 600€ per tratte superiori a 3.500 km
- • Prescrizione: 2 anni dalla data del volo (art. 949 Cod. Nav.)
- • Costi: zero per il passeggero, spese anticipate dallo studio
| Distanza | Importo | Esempio |
|---|---|---|
| Fino a 1.500 km | 250€ | Roma → Barcellona |
| 1.500 - 3.500 km | 400€ | Milano → Istanbul |
| Oltre 3.500 km | 600€ | Roma → New York |
Riforma del Regolamento 261: cosa cambia nel 2026 in sintesi
A gennaio 2026 il Parlamento europeo ha votato la sua posizione sulla riforma del Regolamento CE 261/2004, la norma che tutela i passeggeri aerei. Il punto più delicato è la soglia per il risarcimento da ritardo: il Consiglio dell'Unione Europea vorrebbe alzarla dalle attuali 3 ore a 4-6 ore in base alla distanza. Finché non c'è un accordo finale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'UE, però, restano in vigore le regole attuali: 3 ore di ritardo e importi da 250 a 600 euro.
Questo è il messaggio più importante per chi viaggia oggi: nulla è ancora cambiato. Se il tuo volo subisce un ritardo di 3 ore o più, o viene cancellato, hai gli stessi diritti di sempre. La riforma è una proposta in discussione, non una legge applicabile.
In questa guida ricostruiamo cosa prevede la riforma, in che fase si trova l'iter europeo, chi rischierebbe di perdere il diritto al risarcimento se passasse la linea del Consiglio, e perché conviene agire ora sui voli già effettuati.
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Le regole oggi in vigore (Regolamento CE 261/2004)
Il Regolamento CE 261/2004 è in vigore dal 2005 e si applica a tutti i voli in partenza da un aeroporto dell'Unione Europea e ai voli in arrivo nell'UE operati da vettori comunitari (testo ufficiale: eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32004R0261).
Gli importi della compensazione, definiti dall'articolo 7, sono di 250 euro per le tratte fino a 1.500 km, 400 euro per le tratte intra-UE oltre i 1.500 km e per le altre tra 1.500 e 3.500 km, e 600 euro per le tratte oltre i 3.500 km.
Il diritto alla compensazione per un ritardo di 3 o più ore all'arrivo non è scritto nel testo originale del Regolamento, ma è stato affermato dalla Corte di Giustizia UE con la storica sentenza Sturgeon del 2009 (cause riunite C-402/07 e C-432/07) e successivamente consolidato. Per le cancellazioni, la compensazione spetta quando il preavviso è inferiore a 14 giorni, salvo circostanze eccezionali.
A questi diritti si affiancano il rimborso del biglietto (articolo 8) e l'assistenza in aeroporto (articolo 9). La Commissione europea ha inoltre pubblicato nel 2024 nuovi orientamenti interpretativi per uniformare l'applicazione della norma (Gazzetta Ufficiale C/2024/5687).
Cosa prevede la proposta di riforma
La revisione del Regolamento 261 ha una storia lunga: la prima proposta della Commissione risale al 2013, ma è rimasta bloccata per oltre un decennio. L'iter si è sbloccato solo di recente.
Il 5 giugno 2025 il Consiglio dell'Unione Europea ha raggiunto un accordo politico sulla propria posizione. Il 21 gennaio 2026 il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione con un voto netto (632 favorevoli, 15 contrari, 9 astenuti). Le due istituzioni, però, sono su linee diverse.
Il nodo principale è la soglia di ritardo che fa scattare il risarcimento. Il Parlamento europeo difende le attuali 3 ore, mentre il Consiglio propone di alzarla a 4-6 ore a seconda della distanza della tratta. Anche sugli importi le posizioni divergono: il Parlamento mantiene un impianto vicino agli attuali 300-400-600 euro, mentre il Consiglio propone importi variabili in base alla distanza.
Lo stato aggiornato dell'iter è consultabile sul Legislative Train del Parlamento europeo (europarl.europa.eu/legislative-train) e nella scheda tematica sui diritti dei passeggeri (europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/48).
Soglia di 3 ore contro 4-6 ore: chi rischia di perdere il diritto
La differenza tra le due posizioni non è tecnica: cambierebbe in modo concreto il numero di passeggeri aventi diritto al risarcimento.
Con la soglia attuale di 3 ore, un volo che arriva con un ritardo compreso tra 3 e 4 ore dà diritto alla compensazione. Se passasse la proposta del Consiglio di portare la soglia a 4 ore (o anche 5-6 ore sulle tratte lunghe), tutti i ritardi al di sotto di quella nuova soglia non darebbero più diritto ad alcun risarcimento.
In pratica, una larga fetta dei ritardi più comuni, che si concentrano proprio nella fascia tra le 3 e le 4 ore, uscirebbe dalla tutela. Per questo le associazioni dei consumatori e le società di assistenza ai passeggeri si oppongono all'innalzamento della soglia.
Va ribadito con chiarezza: questo scenario non è ancora realtà. Oggi, e fino a quando la riforma non sarà approvata in via definitiva e pubblicata, vale la soglia delle 3 ore.
Le tappe dell'iter europeo e i tempi previsti
Quando Parlamento e Consiglio adottano posizioni diverse, la procedura legislativa europea prevede una fase di conciliazione per cercare un testo comune. A marzo 2026 il Consiglio ha respinto gli emendamenti del Parlamento, aprendo appunto questa fase di negoziato.
I tempi della conciliazione non sono prevedibili con certezza: possono durare diversi mesi e l'esito non è scontato. Solo al termine di questo percorso, e dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, la riforma potrebbe entrare in vigore, di norma con un periodo transitorio.
Fino ad allora il Regolamento CE 261/2004 si applica in ogni sua parte. Qualsiasi comunicazione che dia per già cambiate le regole, in particolare la soglia delle ore, è quindi prematura.
Cosa conviene fare adesso
L'incertezza sul futuro è un buon motivo per occuparsi del presente. Ci sono alcune azioni concrete da considerare.
Verifica i voli già effettuati. Il diritto al risarcimento si può richiedere entro termini ampi: in Italia il reclamo all'ENAC è presentabile entro 2 anni dalla data del volo. Se negli ultimi tempi hai subito un ritardo di 3 ore o più o una cancellazione, puoi ancora agire secondo le regole attuali.
Non aspettare la riforma. Poiché la riforma, se approvata, andrebbe nella direzione di restringere le tutele, attendere non offre alcun vantaggio al passeggero. Le pratiche relative a voli passati restano disciplinate dalle norme vigenti al momento del volo.
Parti dalla verifica gratuita. Per sapere subito se hai diritto al risarcimento puoi usare la verifica del volo: è gratuita e ti dice in pochi istanti se il tuo caso rientra nel Regolamento. Per un quadro completo dei tuoi diritti puoi consultare anche la guida ai diritti dei passeggeri aerei.
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Riferimenti normativi e fonti ufficiali
•Regolamento (CE) n. 261/2004: Testo integrale su EUR-Lex
•ENAC: Diritti dei passeggeri, Ente Nazionale per l'Aviazione Civile
•Corte di Giustizia dell'Unione Europea: Giurisprudenza trasporto aereo
•Codice della Navigazione: Art. 949 (prescrizione) su Normattiva.it
Domande frequenti
Quando entra in vigore la riforma del Regolamento 261?
Con le nuove regole avrò ancora diritto al risarcimento dopo 3 ore?
La riforma vale anche per i voli già effettuati?
Conviene fare reclamo adesso o aspettare?
Hai avuto un problema con il tuo volo?
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Verifica il tuo voloAvv. Generoso Yuri Restina
Foro di Roma
Avvocato civilista specializzato in diritto dei trasporti e diritti dei consumatori.
Studio: Via Cesare Beccaria 11, 00196 Roma